Firenze culla del Rinascimento e anche paradiso fiscale. La Wal-Mart, pur non avendo centri commerciali in Italia, risparmia milioni di dollari l'anno grazie al piccolo ufficio a pochi metri dalla cupola del Brunelleschi e del campanile di Giotto. Se il colosso mondiale della grande distribuzione retail 'lava', parafrasando il Manzoni, i dollari nell'Arno e' per l'articolata interpretazione delle normative fiscali, finita nel mirino dello Stato dell'Illinois, nell'ambito di una vicenda piu' complessa di cui da' conto il Wall Street Journal.La piccola filiale fiorentina, che conta 22 dipendenti, e' l'unica unita' operativa della sussidiaria immobiliare (Wal-Mart Property) che controlla miliardi di dollari di attivita' e beni in Illinois e altri stati. Tecnicamente, poiche' i dipendenti sono in Italia, Wmgs Services (questo il nome della compagnia fiorentina) definisce 'estere' le proprie attivita' rivendicando quindi l'esonero da ogni tassa societaria.A inizio 2007, il dipartimento delle Entrate dell'Illinois ha contestato l'espediente 'italiano', chiedendo la restituzione di 26,4 milioni di dollari, a titolo di tasse non pagate, interessi e penali varie. Di rimando, Wal-Mart ha versato la cifra chiesta e, a maggio, ha poi presentato domanda di rimborso citando in giudizio lo Stato presso la Circuit Court di Springfield.'Non condividiamo la lettura e abbiamo chiesto al giudice di risolvere la questione', dice un portavoce di Wal-Mart che, affidandosi al contenuto di un comunicato, evita di fornire informazioni sia sul motivo della scelta dell'Italia sia sulla replica o meno dello stesso schema in altri paesi.La controversia con Wal-Mart e' parte del piu' ampio sforzo che vede alcuni Stati dell'Unione combattere l'abuso delle '80/20 compagnie', cioe' delle controllate statunitensi che, vantando almeno l'80% della attivita' all'estero, sfuggono alla tassazione. 'L'uso improprio di questi strumenti e' uno choc per la coscienza', rileva Brian Hamer, direttore delle Entrate dell'Illinois. 'Si tratta di veicoli che non sono mai stati chiaramente contemplati dal legislatore statale. E in ogni caso - conclude - avrebbe dovuto essere chiaro che si tratta di una condotta altamente discutibile'.Nel mirino dell'Illinois non c'e' solo Wal-Mart. Un braccio di ferro e' in corso con le autorita' fiscali con McDonald's per circa 11 milioni di dollari sfuggiti attraverso le '80/20'.In questo caso, il colosso mondiale dei fast food, che ha sede a Oak Brook (Illinois), si giustifica rilevando che una unita' di finanziamento del Delaware - che possiede ristoranti a St Thomas (Virgin Islands) - ha l'80% o anche di piu' del suo giro d'affari fuori dagli Stati Uniti, meritando l'esenzione dalle imposte dell'Illinois. (ANSA).
mercoledì 14 novembre 2007
WAL-MART: TROVA A FIRENZE IL SUO PARADISO FISCALE
Pubblicato da
Guglielmo Picchi
a
19.54
Etichette: Esenzioni fiscali, imprese, Wal-Mart
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